venerdì 16 maggio 2014

vacanze romane #1

Rimettere piede a Roma dopo anni nel giorno stesso in cui consacra i suoi Papi, celebra se stessa e il suo essere fulcro e perno del Cattolicesimo tutto è come fare un tuffo. 
Improvviso, non pensato. A cui non ti eri preparata. Come se qualcuno ti spingesse da dietro, sul trampolino, e tu, splash, ti ritrovassi  immerso fino al collo senza quasi aver avuto il tempo di accorgerti che stavi in piscina.
Un impatto forte. Fortissimo. Fiumi di gente. Comitive di pellegrini. Piazze gremite. 
Bivacchi su ogni fontana, su ogni gradino gambe posate a riposare, ingorghi congestionati di persone stanche, alcune un po' smarrite, altre estasiate e sorridenti. 
Preti coi colletti slacciati, suore con zaini sulle spalle, mappa in una mano e macchina fotografica nell'altra. Fazzoletti colorati al collo di quindici, venti, trenta persone che si muovono in gruppo, assieme, compatte e ciondolanti.
Bandiere, stendardi, manifesti.
Da ogni dove. Argentina, Croazia, Francia, Spagna. E qualsiasi altro paese vi venga in mente.
Polonia. Tantissimi polacchi. Mi sa che il sole non è nemmeno sorto quel giorno in Polonia.
Il primo giorno, la domenica della canonizzazione, non è bastato tenersi relativamente lontani dall'epicentro dell'evento per non venir fagocitati dalle folle.
C'era comunque gente ovunque. No, non ovunque. A Piazza della Repubblica sembrava una giornata qualsiasi, in una piazza qualunque. Cielo grigio, una vecchina che passeggia sola, quattro amici seduti attorno alla fontana, con addosso l'alone dei viaggiatori e non quello dei turisti. Un tempo sospeso sotto un cielo grigio che prometteva altra pioggia.
Tutt'altra l'atmosfera nell'occhio del ciclone. Cattiva idea andarci di domenica, in quella domenica, in quelli che sono i pilastri, i grandi classici della romanità per turisti: Trevi, Pantheon, Piazza Navona, Trinità dei Monti.
Ovunque ressa. Comunque frastuono. Ci siamo un po' lasciati trasportare dai fiumi di gente, arrendendoci alla corrente.
Gettando sguardi fugaci a meraviglie che richiamano invece contemplazione.
Ammirando veloci da un angolo, in piedi, pressati tra i turisti, quando invece vorresti restare lì, davanti a quella curva levigata del marmo, a quel drappeggio granitico che sembra lieve come zeffiro, estasiata di fronte al genio dell'uomo, alla magia della mano.
Sorridendo e sdrammatizzando un po' sulle contraddizioni che ad ogni angolo spuntano. 
Gli eccessi, i baracconi, i gran bazar di chincagliera declinata in ogni forma di gadget. Scene buffe, che strappano un sorriso e altre invece pacchiane, che stridono.
I grandi classici, le tipicità che diventano macchiette stereotipate.
E le piccole chicche, scovate qua e là, che ti intrigano anche, ma ti trovi a chiedere, guardinga e frastornata, quanto genuine siano. Se lo siano per davvero, o se non siano solo un'altra faccia della stessa medaglia.  
Il vecchio e il nuovo, il moderno e l'antico che si stringono in una danza un po' sgraziata.
Ma che non può lasciare indifferenti. Che sa anche affascinare, in qualche modo.
La stessa sorte è toccata a Venezia. Anche Venezia, come Roma, sa essere sontuosa e regale, nobile e preziosa, classica e genuina, nascosta e segreta, popolare e vissuta. 
E allo stesso tempo è un museo a cielo aperto, un luna park, fatiscente e ammuffito, un teatrino di figuranti che mettono in scena sè stessi in un copione trito e ritrito, ad uso e consumo delle masse che, da ogni dove, vengono a renderle omaggio.
I giorni successivi siamo riusciti a defilarci. Al motto di via dalla pazza folla, abbiamo rallentato, fatto meno, goduto di più, assaporato Roma in tutta la sua grande bellezza.
Perchè Roma è bella. Oh se è bella. Bella comunque, bella a prescindere. Sempre bella.





10 commenti:

  1. Bella si ma decisamente troppo caotica in quei giorni.... mi ricordo quel giorno di Natale che siamo andati a Piazza S Pietro per vedere il presepio......che caos!! Roma è bella godersela diversamente ma a volte si approfitta di questi momenti per visitarla così come altre città d'arte e poi alla fine quando si è turisti si è sempre contenti di fare una vacanza...noi romani di tutto questo caos un pò meno per il fatto del traffico e come si decongestionano tutti i punti nevralgici di movimento ferroviario e metropolitano....ma se a Roma vuoi abitare....ti devi accontentare :P

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    1. è proprio come a Venezia, in certi periodi dell'anno è letteralmente presa d 'assalto e per chi ci vive e lavora è come essere sotto un continuo assedio, con l'aggravante che Venezia ha un equilibrio ancor più delicato e precario.
      poi noi siamo convinti sostenitori della bassa, ma anche bassissima stagione proprio perchè non amiamo viaggiare tra i turisti, ma non sempre si riesce, purtroppo.

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  2. Foto stupende come sempre - confesso che non ho letto il post perché ho avuto una nottataccia e sono stanchissima.
    Ti rispondo anche qui: mi sono persa un'email e non mi ricordavo di chi, a questo punto temo che sia stata la tua. Per partecipare al gruppo ho bisogno di sapere il tuo nick e invitarti, e posso invitarti solo se siamo follower reciproche...

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    1. grazie! per il resto, fatto tutto!

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  3. Roma e' stupenda ed e' più di una città e di un popolo....Roma e' del mondo! :-)))

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    1. già, c'erano milioni di persone in quei giorni, da tutto tutto tutto il mondo!

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  4. Bello il post (che condivido) e stupende le foto. Grazie. Buon fine settimana.

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  5. Ehi qui con le foto ti sei superata!

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    1. oh cara, troppo gentile! mi fa piacere che ti siano piaciute: non sono abituata a fotografare in città...ma è stato divertente assai!

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