sabato 10 maggio 2014

Roma: andata. e pure tornata.

Da dove comincio? Dall'inizio o dalla fine?
La fine è che sono tornata a casa da una settimana.
Con un brufolo sotto l'occhio che neanche a tredici anni ne avevo di tali dimensioni e carattere, e con un numero non pervenuto di kg in più. Il tutto causato da un'alimentazione costituita prevalentemente (dovrei piuttosto dire esclusivamente) di proteine e carboidrati (leggi: pizza, pasta, bruschette, porchetta e pecorino).
Da parte dei bimbi ovviamente non sono giunte lamentele in merito: una settimana di pizza, spaghetti al pomodoro e gelati è una festa della cuccagna.

L'inizio è che sono tornata a Roma per una settimana dopo tredicianni, più o meno.
Paolo non ci metteva piede da quando ne aveva dieci circa, a parte una toccata e fuga in giornata per lavoro.
Quindi è stata un po' una seconda prima volta.
E' anche stato un viaggio un po' anomalo, per certi aspetti.
Eravamo ospiti di miei parenti, quindi non ho strutture ricettive da consigliare. Anche se l'accoglienza è stata ottima: calda, ospitale, gentile e disponibile.
Parenti che sette anni fa hanno lasciato il centro di Roma per andare a stare un po' più fuori, una ventina di km dal centro di Roma, tra gli uliveti e i colli del bosco della Marcigliana.
Una settimana di andirivieni, tra treni, metro e bus. Viaggi un po' sfiancanti, spesso pressati nella metro, a volte imbottigliati nel traffico della Salaria.
Per noi provincial-campagnoli che ci muoviamo per lo più a piedi e in bici nei nostri paeselli e cittadine da mila abitanti e non milioni, una settimana di spostamenti che prevedevano una serie di combinazioni da tre mezzi almeno (auto-treno-metro o bus-bus-metro...) ci ha davvero un po' provati.
Con i due piccoli viaggiatori al seguito poi, vi lascio immaginare.
Oltre a togliere tempo prezioso alle nostre peregrinazioni su e giù per l'urbe: arrivavamo in centro che era praticamente mezzodì, e verso le cinque dovevamo iniziare a tornare nei pressi di un punto utile per tornare alla base.
Mi è mancato passeggiarci di sera. Infilarci a mangiare in qualche posticino nascosto, lontano dalle rotte battute dalle orde di turisti. Perdermi naso all'insù, senza se e senza ma.
E' stata una settimana un po' monca. Funestata anche da piccole noie: il tempo sempre incerto, la pioggia, Cora con qualche linea di febbre per un paio di giorni... non che mi voglia lamentare, per carità. Però. Forse avevo molte aspettative: da anni non mettevo piede in una grande città, avrei voluto fare di tutto e di più, andare in molti più posti, vagabondare senza tempo e senza meta.
Ma avevamo anche due bimbi under 4 con noi, e itinerari e proposte andavano ovviamente tarati anche sui loro ritmi e i loro interessi.
Abbiamo calcato gli itinerari più classici, cercando di scansare le comitive di pellegrini che hanno invaso la città. Ci siamo accontentati di passeggiare, senza pretese. Riempirci gli occhi di eternità, cieli nuvolosi, e muri rossi. A passo di bambino. 

Siamo stati alla mostra della Kalho, che in realtà mi ha un po' delusa.
Non per la sua opera, che ho sempre amato, ma per la quantità delle opere esposte, un po' esiguo, visto soprattutto il can can e lo strombazzamento mediatico che ha accompagnato l'arrivo della mostra in Italia.
Una mostra ricca di opere e artisti collaterali, ma un po' povera di opere sue, dal mio modesto punto di vista.
O sarà che anche in questo caso avevo grandi aspettative. 
Dovrei semplicemente smettere di averne di aspettative, forse.
E in un pomeriggio di pioggia ci siamo giocati il jolly che tenevamo in serbo in caso di maltempo: la rete dei draghi al Macro, che con Villa Borghese è finita cima alla classifica di gradimento di Zeno e Cora.
Ci sarebbe stata anche la mostra di Warhol, e quella su Pasolini e Roma, e poi ce n'era una di Wim Wenders. E ogni giorno saltava fuori una locandina che mi metteva una tale acquolina in bocca, e negli occhi..ma. Ma non si poteva far tutto. Bisogna pur farsene una ragione.


Son tornata a casa con un numero imbarazzante di foto. Che stanno arrivando ad una quantità decente.
La qualità è quella che è. Non sempre mi soddisfa come vorrei, ma s'impara, con calma. 
L'obiettivo alla fine è arrivato in tempo ed è partito con noi, assieme agli altri due. A volte mi sono sentita un po' imbranata e goffa, quando mi fermavo sul ciglio della strada a cambiare obiettivo, con la paura di farne cadere uno, o di perdermi qualche pezzo. Ma s'impara. Con calma. 

Son tornata a casa con la consapevolezza che i miei bimbi sono davvero cresciuti. E sì, si riesce a viaggiare con loro, anche in una grande città. Specialmente ora che non c'è più bisogno di seggioloni, di pappette, di orari precisi e routine da rispettare a tutti i costi.
Sono stati davvero bravi, devo ammetterlo.
Si alternavano tra marsupio e passeggino, quando c'era da camminare tanto o in strade tanto affollate. 
Quando avevano sonno dormivano, senza fare tante storie. Un tramezzino su una panchina,o un trancio di pizza al volo per loro era un pranzo da re. La metropolitana l'hanno vissuta come un'avventura, "che buio...siamo sotto terra!", molto meglio di come l'ho vissuta io, che invece non la amo e mi dà noia, con la sua calca, il suo freddo, il frastuono e il puzzo che vi regna. Sempre entusiasti e contenti, a fine giornata erano meno stanchi e provati di noi. 
I miei piccoli viaggiatori, a zonzo per il mondo.









12 commenti:

  1. Roma e' sempre magica, anche con il tempo un po' incerto. Di certo siete stati bravi perché un itinerario dove devi camminare senza scuse, con due bambini non e' facile ma sai che bagaglio di esperienza si son fatti?!?!? Voi e loro!!! La rete dei draghi la dovremo provare assolutamente, ne ho sentito parlare così tante volte che non posso perderla!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. l'esperienza è senz'altro stata positivissima, e siamo tornati a casa comunque molto fieri di come ci siamo giostrati e di come sono stati "bravi" anche i pupi, visto che era la prima volta in una grande città per loro, e per noi con dei bimbi, tutto sommato,ancora piccoli. La rete dei draghi te la straconsiglio: foto e racconto coming soon!

      Elimina
  2. che bello siete venuti a Roma e ho letto che vi siete godute le belle e le cose meno belle (stress da metro e spostamenti) con i bimbi piccoli comunque alla fine l'avete comunque goduta anche se le cose che si fanno in coppia sono diverse daquelle possibili con i bimbi....se vuoi alla prox occasione ti dò qualche dritta...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. mi rendo conto che magari io sono anche un po' delicata per quanto riguarda caos e moltitudini, per latri è senza dubbio la normalità! solo che sono una tipa più da borghi e villaggi, che da grande città!
      però ci sono città e Roma è tra queste, a cui non si può proprio rinunciare! ;)

      Elimina
  3. sono contenta di qs viaggio, so quanto desiderassi un cabiamento. Certo con loro non sono mai totalmente vacanze...nn quelle che ricordavamo noi. Però è bello guardare il loro mondo. Roma è stupenda....ma io la trovo super stancante! Ti abbraccio

    RispondiElimina
    Risposte
    1. oh sì, mimma, ne avevo proprio bisogno! stancante?!? noi a fine giornata eravamo distrutti! sarà perchè comunque ne avevamo comunque quasi sempre uno in spalla e uno in passeggino e loro si facevano portare bel belli!
      quando al ritorno il treno ha attraversato la toscana io sarei scesa per farmi una settimana di relax e riposoin un agriturismo nascosto tra i vigneti!
      un abbraccio a te!

      Elimina
  4. Bentornati, dunque ^_^ Non oso ripensare alla gitarella a Roma con il medio che era ancora piccolo... una faticaccia incredibile! Io che amerei camminare ore ed ore col naso all'insù...
    Ma sù, ora avrete dei ricordi nuovi, nuove idee, nuove storie da inventare... con tutta quella vita che scorre nell'urbe...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. grazie Carla! è una faticaccia, è vero! ma come dici tu, ne vale la pena. eccome!

      Elimina
  5. Vedrai, la prossima volta ci sarà spazio per molto di più...anche se quello che avete fatto non è poco!
    viaggiare con i bambini è così diverso da viaggiare senza ma vuoi mettere il riflesso della scoperta nei loro occhi, l'entusiasmo nei loro discorsi e le manine che stringono le tue nei posti nuovi?
    Dimmi qualcosa dell'obiettivo, dai, sono curiosa!!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. sì, è vero, abbiamo fatto molto, e sono stati davvero bravi. e anche noi, mi faccio i complimenti da sola!
      e come dici tu, portarli lì fuori nel mondo ripaga di ogni cosa!
      l'obiettivo è arrivato il giovedì, ultimo giorno lavorativo utile per la consegna prima della nostra partenza. e lui non mi aveva detto niente, così è riuscito a recuperare l'effetto sorpresa e me l'ha fatto trovare sul tavolo della colazione sopra il trenino di legno dei bimbi! roba che mi metto a piangere!
      comunque è divertente, un po' pesante e ingombrante, soprattutto per me che ultimamente avevo quasi sempre e solo il 50mm montato sulla macchina, che è piccolo e leggerissimo. questo l'ho battezzato "il paparazzo"! comunque è ottimo anche per riprendere i bambini, per farne ritratti spontanei e coglier momenti senza perdere l'attimo,perchè ti permette di tenerti ad una certa distanza senza rischiare di interrompere la magia del momento.
      a presto!

      Elimina
  6. siamo stati a roma anche noi!! Sarebbe stato buffissimo incontrarsi!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ho visto!! pensa, sarebbe stato da ridere sì!

      Elimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...