lunedì 15 settembre 2014

parentesi tonde

Passa il tempo, si accavallano gli anniversari, sfumano i ricordi, si placano i dubbi. 
Inizio a pensarti meno, da un po' di tempo. Non so nemmeno come sia successo. 
Ho vissuto, e tanto è bastato. Ci siamo viste meno, e questo ha aiutato. Un po' non ne avevo voglia, di venirti a trovare. Un altro po' sapevo che ad un certo punto sarebbe stato necessario starti lontana. Si sa: occhio non vede, cuore non duole. 
Poi arrivano le ricorrenze a ricordare, a segnare sul calendario il tempo che passa e a farmi mettere sulla bilancia quei soliti quattro etti di considerazioni, pensieri, ricordi.
Mi manchi molto, moltissimo a volte. Mi manca tutta la fiducia nel futuro, la promessa di vita che avevi fatto germogliare in noi. La solita stupida languida nostalgia per quel che è stato e sai che non tornerà.
Questo settembre è perfino peggio di quello in cui ti ho lasciata. Non l'avrei mai creduto possibile, e invece. La vita sa sorprendere e stupire sempre, nel bene e nel male, meritandosi applausi e imprecazioni, lodi e maledizioni. 
Mi chiedo come sarebbe stato affrontare  quest'estate lì da te. Meglio? Peggio? E chi può dirlo? Farei meglio a smettere di illudermi che esistano risposte al gioco dei se e dei ma. 
Lì da te, come poi? Con chi? Che non è rimasto quasi nessuno, ormai.


Avevo creduto in te, lo sai. mi ero messa in gioco, stravolto la mia vita, scommesso su di noi. 
Ricordi l'entusiasmo con cui tornavo da te i primi mesi? Era estate. Partivo all'alba, con lui, in bicicletta. 
Cinque chilometri fino alla stazione. Prendevamo il treno assieme, io scendevo alla stazione dopo la sua. 
Rientravo nel cuore del pomeriggio, stavo con te, uscivo nei campi, facevo ordine, davo una mano, cercavo di ritagliarmi un posto, mio, in quei tuoi dieci ettari di acqua e terra e siepi. Facevo grandi progetti: lavoro, futuro, professione. Mettevo un sacco di roba sul tavolo verde delle possibilità che offrivi, lasciandomi tentare da arditi cambi di rotta, ignorando, entusiasta ed ottimista, rischi ed imprevisti.
Poi finalmente tornava anche lui. I nostri aperitivi in due sul divano di casa prima di mettere su la cena avevano lasciato il posto a preparativi collettivi indaffarati di cene luculliane per almeno dieci persone. Chiacchere, risate, scazzi, discussioni in ordine sparso e casuale, tra cucchiaiate di zuppa e intingoli golosi, litri di vino e sigarette sotto la pergola, che ancora fumavo. 
Salivamo nei nostri appartamenti che era notte. Sotto le coperte la stanchezza ci piombava addosso. Un film, due pagine di libro, quattro chiacchere tra di noi, soli finalmente: non riuscivamo a fare niente di tutto ciò. L'alba era troppo vicina, dietro l'angolo della coperta. La stanchezza troppo pesante sulle nostra braccia, gambe, palpebre.
Così per due mesi, tutte le sere. 
Poi non ce l'abbiamo più fatta. Ci stavamo perdendo per strada, arrancando dietro ai ritmi di questa nuova vita che avevamo sperato più lenta. 
Servivano paletti, a difesa del nostro spazio, del nostro tempo. 
Piedi di piombo marciavano ora lì dove prima avevano volato farfalle. 
Piramidi di priorità venivano smontate e rimesse in piedi, in un nuovo ordine in cui al primo posto, per ora, dovevamo mettere noi.
Non avrei lasciato il lavoro, non ora. Prima avevamo un altro progetto a cui dedicarci. Tutto nostro, solo nostro. 
Saremmo rimasti lì, certo. Non era certo nostra intenzione mollare tutto. Ma nuovi ritmi andavano definiti, Non saremmo stati sempre tutti assieme. Non più cene in comune tutte le sere. La vita comunitaria sa dare tantissimo. Almeno quanto sa togliere. C'è un equilibrio che va cercato, altrimenti qualcosa non torna, spesso è la serenità. L'esperimento poteva continuare, ma l'avremmo vissuto come coppia. E presto come famiglia. 

Arrivato l'autunno dentro di me si faceva primavera. 

Sono felice di non essere lì, da te, ora. 
Sei la casa in cui sono diventata mamma. Le mura in cui ho fatto spazio dentro di me alla vita. Sei stata il nostro nido. Voglio ricordarti così. Senza le ombre che si allungano su di noi, mentre diventiamo grandi. Sarai sempre la nostra parentesi tonda. Piena di vita.


Ci sono ancora scatoloni da svuotare dopo due anni. 
Ma nemmeno un dubbio, ormai.
Ti metto via, ora. Nella scatola dei bei ricordi. 

18 commenti:

  1. This is a beautiful piece of writing, Shaula. I hope you're feeling okay.

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    1. I'm still not at the top, but about some things and thoughts i'm feeling surely better. Thank you, Jennifer, You're always a precious presence here.

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  2. Un bel post, pieno di sentimenti. Spero davvero che siano passati tutti i dubbi. Resta comunque un'esprienza unica. Bellissima. Un abbraccio

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    1. oh sì, Mimma, i dubbi sono definitivamente fugati. Restano i bei ricordi, a questo punto, finalmente spogliati da tristezze e incertezze.

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  3. Stupendo questo post! Ho i brividi...
    un abbraccio

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    1. grazie drusilla, un abbraccio anche a te

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  4. e poi leggo questo,
    che sento in profondo. i miei due anni di lontanza dalla mia ultima amatissima vita scadono tra 15 giorni.
    una nostalgia indicibile

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    1. e poi ecco un'altra coincidenza, questi nostri tempi così sincroni. i miei due anni via da lì scadono il 16 settembre. un abbraccio, squa.

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  5. meravigliose emozioni, come solo tu sai dipingere...
    e poi si cresce e si diventa consapevoli delle necessità, ma a te la poesia è rimasta dentro <3

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    1. dici bene, consapevoli delle necessità. e in pace, finalmente, con questa consapevolezza.
      grazie.

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  6. Meraviglia. Per queste parole, lucide e dolci. Per le foto. Per i pensieri. Per il ricordo netto e distinto. Per il tuo presente, voluto e accettato. Un abbraccio da una che non avrebbe mai saputo fare tutto questo.

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    1. e io non so fare un mucchio di altre cose, credimi. Però sì, hai colto il senso: questo presente, voluto e accettato.
      grazie per queste bellissime parole, mi lusingano e scaldano.

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  7. Parole "scelte" alla perfezione, una dopo l'altra.

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    1. abbiamo fatto la scelta migliore. perfetta non so, migliore senz'altro.
      grazie!

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    2. abbiamo fatto la scelta migliore. perfetta non so, migliore senz'altro.
      grazie!

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  8. Grazie. Mi sono commossa, leggendoti.

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    1. io mi son commossa a scrivermi. e mi fa piacere cogliere quest'empatia.
      grazie.

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  9. Bellissimo questo post...sono senza parole.

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