mercoledì 12 agosto 2015

conchiglia

CONCHIGLIA

Mi hanno portato una conchiglia.

Dentro le canta
un mare di mappamondo.
Il mio cuore 
si colma d'acqua
con pesciolini
d'argento e d'ombra.

Mi hanno portato una conchiglia.

(Federico Garcìa Lorca) 








Me ne rendo conto solo ora. 
Ora dopo esserci stata. Ora che sono tornata.
Di quanto bisogno avessi ed avessero ed avessimo bisogno di andare al mare. 
E di restarci, almeno un po'.
Mi rendo conto solo ora di quanto ci mancasse.
E di quanto faticose fossero le lunghe giornate passate a casa.
Nelle ore afose e stantie in cui cercavamo sollievo dal caldo, riposo dalla stanchezza e svago dalla noia, in cui pur ci cullavamo con indulgenza e torpore.
Lo sognavamo in tutte le salse. 
Sulle pagine della buona notte sopra lenzuola che sarebbero presto scivolate ai piedi del letto. 
Sulle piastrelle roventi della terrazza su cui l'acqua di bacinelle e giochi di ghiaccio evaporavano troppo presto, lasciando di fronte a noi una distesa di ore calde e dorate come un deserto da attraversare. 
Sul tavolo della cucina al mattino, dipingendo spiagge al tramonto.

Siamo stati al mare. e come ogni volta non sarei più tornata.

2 commenti:

  1. Gli anni peggiori della mia vita sono quelli in cui ho vissuto a Padova, dove il mare era solo un'eco lontanissima. Però amo il mare d'inverno, silenzioso e umido.

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  2. Meno mal che ci siete stati, allora!!!

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