Ho iniziato che era marzo.
A dire il vero ho iniziato pure prima, vista la mole di cartoni delle uova raccolti nei mesi precedenti: nei ritagli di tempo li tagliavo e sezionavo in lungo e in largo, ricavandone fiori e campanelle e la felice consapevolezza di riuscire ancora a ritagliarmi del tempo, nonostante a volte mi senta una trottola che gira impazzita.
Frammenti di tempo in cui muovere le mani, senza troppo impegno, senza tanta fatica, per il puro e semplice piacere di creare, dare forma, trasformare.
Dai cartoni delle uova si possono ricavare moltitudini di forme,da assemblare in altrettante moltitudini di combinazioni per ricavarne, indovinate?, svariate moltitudini di oggetti e creazioni.
Fiori, per esempio.
Questa volta i miei fiori non sono spuntati dai sei buchetti porta-uova, come ero solita fare, ma dai coni centrali: per ogni cartone ho ricavato quindi solo due fiori, un apparente spreco di materiale, ma che fiori, però!
Tulipani, calle, campanule. Graziosi, leggeri, eleganti.
In un caldo e luminoso pomeriggio di marzo ho spostato la postazione pastrocchi e colori in terrazza e abbiamo iniziato a colorare tutte quelle corolle.
Tempo cinque minuti il piccolo era già migrato altrove, la grande mi ha fatto compagnia un altro po'.
Non molto a lungo a dire il vero e alla fine mi sono ritrovata con una decina di fiori colorati, e tutti gli altri no.
E così, complice un pomeriggio di relax con il piccolo dai nonni e la grande a scuola mi sono presa il lusso di una lenta e colorata mezz'ora, io e gli altri "mila" cartoni rimasti, chicchera di caffè in una mano e pennello nell'altra.
Una distesa di coni colorati sul tavolo, la luce calda del sole, il silenzio tutt'attorno: rigenerante, a dir poco rigenerante!
Una volta asciugati mi sono ritrovata con una cassettina piena-zeppa di fiori colorati e foglioline verdi, che ho tirato fuori in una di quelle mattine, troppe questo mese..., di febbre e tosse che hanno scandito il ritmo di questo aprile.
Ho chiamato i bimbi sul tappeto e...tanto per cominciare, questa bellissima scatola di perline del legno è stata interamente svuotata sul tappeto. Tutta, ma proprio tutta.
Non su mio suggerimento, ovvio. Ma per anarchica iniziativa del piccolo che ha deciso di boicottare le mie intenzioni creative con questo colpo di scena molto teatrale e di grande effetto scenico, non c'è dubbio.
Le perline di legno sono così uscite di scena e hanno fatto il loro ingresso perforatrice e spago.
E per un po' qualcuno si è divertito ad infilare fiori e foglie, e a farne una ghirlanda.
Che è andata a posarsi su una mensola della cucina.
Un'altra ghirlanda invece è finita in camera mia, sulla mensola di fianco al mio letto, portando colore e riempiendo un po' quei muri ancora tanto vuoti.
E per finire, visto che avanzano ancora fiori (l'avevo detto che erano taaanti, no?!), sabato scorso, mentre qualcuno si dedicava al lavaggio dell'auto, evento più unico che raro, e qualcuno pisolava della grossa, io e la mia bimbetta abbiamo dato vita a qualche mazzolino da mettere in vaso, un'ottima, durevole ed economica alternativa ai fiori recisi.
L'occorrente questa volta l'abbiamo trovato in cucina: stuzzicadenti lunghi lunghi, qualche bottiglietta di vetro. Aggiungere qualche goccia di colla e, vista l'assenza del piccolo sabotatore, perline di legno!
Il procedimento è banalissimo: infilate qualche foglia, poi il fiore, fissandone la base alle foglie con qualche goccia di colla vinilica.
Finito!
Le foglie che ha usato Cora avevano invece i fori molto larghi, e quindi per fissarle al bastoncino ed evitare che scivolassero giù, abbiamo messo alla base una perlina di legno, cercando fra le tante quelle con il foro largo il giusto per bloccarsi senza l'aggiunta di colla.
Eccoli qui, fatti e finiti, a far bella mostra di sè in salotto.
Graziosi, no?!