Del diario di viaggio (ormai lontano...) romano era rimasto fuori l'ultimo capitolo. L'ho ritrovato fra le bozze e ora lo "sbozzolo" come una farfalla, leggera e variopinta.
Eravamo ormai giunti alla fine di quella settimana romana, quello che dovevamo fare e vedere l'avevamo fatto e visto, eccezion fatta per quelle rinunce sulle quali mi ero mesa il cuore in pace.
Era venerdì, e dopo una settimana di pioggerelline modeste e moleste, temporali stentati e sventati, ecco che il cielo si metteva a fare sul serio.
Nero plumbeo, pioggia a secchiate, vento e pure freddo. Olè.
Una di quelle perturbazioni destinate a durare tutto il giorno o giù di lì, non lasciando spazio a speranze di miglioramento.
E così ci giocammo la carta Macro che avevamo tenuto in serbo come un asso nella manica per risolvere un'eventuale giornata "no" con una buona dose di intrattenimento indoor.