venerdì 28 novembre 2014

letture d'autunno

Sì, sì, d'accordo, tra poco è Natale. Poco...insomma, sempre di un mese si tratta. E comunque, stravolgimenti climatici permettendo, è ancora autunno. Ecco una manciata di suggerimenti per letture dal sapore di caldarroste. Da leggere sul divano mentre fuori pioviggina, o su una panchina al parco dopo aver raccolto croccanti foglie secche e variopinte.

mercoledì 26 novembre 2014

il mio Natale di panno: in casa

Essendo oggi il 26 novembre e mancando quindi da oggi un mese a Natale mi sento pienamente autorizzata ad aprire le danze festive a suon di campanelli anche qui, nel mio polveroso angolo di mar virtuale.
Polveroso perchè lasciato un po' a se stesso in questi giorni, ma ultimamente faccende varie mi stanno tenendo parecchio occupata qui fuori e il tempo, seppur galantuomo, si sta rivelando anche parecchio tiranno.
Ma non è certo questo il momento di batter la fiacca, dopo tutti gli sforzi fatti e l'impegno con cui mi sono applicata per arrivar sin qui. 
C'è da preparare, imbastire, allestire un Natale coi fiocchi, quest'anno. 
Che sia caldo e ristoratore come una tazza di cioccolata fumante dopo una faticosa camminata in montagna tra la neve. 
E colorato e frizzante come una bibita zuccherina, che tolga l'amaro in bocca. 
E profumato e speziato, come una pietanza gustosa che risvegli palati sopiti da sapori stantii.

Nei prossimi giorni metteremo mano a cartoncini, spaghi, gomitoli di lana, arance, cannella e pennelli e chi più ne ha più ne metta. C'è una casa da addobbare, un albero da vestire a festa, angoli e porte da agghindare. 
Vi mostrerò.

Intanto, mentre qui ci daremo un gran daffare, vi racconterò cos'ho combinato in questi mesi con ago, filo e panno in mano. Nei prossimi giorni, a intervalli assolutamente irregolari e imprevedibili, aprirò la porta, vi farò entrare in bottega e vi mostrerò cosa c'è sugli scaffali. 

Cominciamo subito, da oggi! 
Capitolo 1: gli addobbi per la casa. 

Presto sarà Natale...ci sono un mucchio di cose da fare! Sicuro di riuscire a ricordarti di tutto? Regali da comprare, addobbi da preparare, manicaretti da sperimentare per il pranzo dalla zia, gli auguri da spedire? 
Queste calamite tutte natalizie ti aiuteranno a tenere in ordine appunti e spunti, impegni e disegni, ricette e ispirazioni! 

lunedì 17 novembre 2014

l'albero delle patate

Mi è chiaro ormai. Il nostro albero delle stagioni si chiama così perchè ci mettiamo stagioni intere a vestirlo, svestirlo e rimetterlo a nuovo. Passiamo da un mese all'altro con i pennelli in una mano e la colla nell'altra. Iniziamo che la stagione nuova è agli albori e finiamo che momenti è già finita.
Quello di quest'autunno non è ancora finito, per dire. Però sta a buon punto. Non è bello come quello dell'anno scorso, ma si difende abbastanza bene. Almeno a mio modesto parere. Vi faccio vedere, poi giudicate voi.

Quest'autunno, dopo finocchi e pop-corn dell'anno scorso, è toccato alle patate. Un albero fatto solo con le patate. Se c'è una cosa che profuma di ricordi d'infanzia sono i timbri fatto con le patate, su questo non ci piove.
E infatti quando abbiamo iniziato non pioveva, e questo mite autunno si poteva ancora confondere con un tardivo colpo di coda estivo.
Ci siam messi sul tavolo della cucina, nostro prediletto luogo deputato al pastrocchio gastro-pittorico, e da alcune patate malandate abbiamo tirato fuori i timbrini che ci servivano.
Ho intagliato delle foglie e, ancor più semplice, delle mezzelune tagliando a metà degli spicchi. Opportunamente infilzati con degli stuzzicadenti i nostri timbrini erano pronti per tuffarsi nel colore.

venerdì 14 novembre 2014

in questi giorni

In questi giorni il tempo mi si è ristretto. Dov'è che sbaglio? Nella scelta di programmi sempre troppo lunghi o nei candeggi di macchie ed errori, negli ammolli di tensioni o nelle centrifughe di pensieri? 
In questi giorni faccio. Faccio sempre qualcosa. Ho bisogno di fare. Più faccio più mi carico, più mi carico più faccio, e più faccio più vedo luce. Come dicevo ad un'amica, sono una dinamo praticamente. Potendo, farei pure di più.

Oggi no. Oggi non ho concluso granchè. Una giornata con un'amica saltata, ahinoi. Dopo pranzo volevo scrivere un post su un libro bello, ma c'era il sole. E il sole, dopo giorni di pioggia, è più bello, si sa. E ora avrei voglia di raccontare delle pozze d'acqua sotto le altalene e dei sassolini di ghiaia calciati dentro, di Z. in cima allo scivolo che declama "vojo solo femine ne mio catello", di C. che se ne sta per le sue, e sono "sue" piene di fantasia, di mondi meravigliosi che io le invidio un po', perchè so di esserci stata anch'io e a volte vorrei tornarci, ma no so come. 
E loro due crollati esausti sul divano alle cinque del pomeriggio, che per oggi avevano dato abbastanza e la giornata poteva pure finire lì. E invece c'è stata la cioccolata calda alle sei, i cartoni alle sette, la cena alle otto, il pigiama alle nove, la buona notte alle dieci.
E a questo punto sono talmente stanca anch'io che di raccontare di pozzanghere, passeggiate sulla strada di casa, merende tardive e prolisse routine della sera non ho proprio più voglia.

In questi giorni mi chiedo un mucchio di cose. Trovo pochissime risposte, una manciata di sassolini appena. 
In questi giorni mi chiedo dove sto andando. Soprattutto se sto andando. 
In questi giorni continuano ad arrivare piccole soddisfazioni. Che mi motivano. 
In questi giorni arrivano incertezze, che mi destabilizzano.
In questi giorni ho pensato a questo mio posto. Inizio a sentire il bisogno di renderlo meno intimo, forse. Come se fosse arrivato il tempo di chiudersi un po'. Di filtrare un po'di più, con lenti rosa che più rosa non si può. Metterci dentro solo quello che fanno le mie mani, cosa vedono i miei occhi e dove mettono piede i miei passi. Manufatti, foto, viaggi. E cose belle per piccini. Una vetrina, ecco. Di quelle belle, graficamente impeccabili e dai contenuti sempre "wow", sempre in linea e coerenti, frizzanti e accattivanti. Con addosso quella patina lucida, di nuovo e ben confezionato, che ti fa scivolare un po', tenendoti sulla superficie senza mai andare un po' più giù, un po' più in là.

E poi invece ecco che torno qui e ci torno così. Così come sono. Con questo groviglio di pensieri, mal espressi. Ma sempre meglio che repressi. 

lunedì 10 novembre 2014

come vinsi la "guerra" e mi (faccia)librai

"Guerra" lo scrivo obbligatoriamente virgolettato, chè le parole hanno un peso e un significato e, anche a costo di sembrare a volte pesante, non è che mi piaccia poi molto usare parole grevi per chiacchere frivole. Diciamo che la guerra che ho vinto è quella tutta intestina alla "vecchia" che abita in me, che fa resistenza al nuovo, che si arrende di fronte alle proprie incompetenze e che, ammettiamolo, fa un po' la snob restando out piuttosto che in, sostenendo che sia più in essere out.
Ma facciamola breve. Io di digital-social-smanettamenti vari ne capisco poco o nulla. Continuo tuttora a stupirmi di come riesco a usare Blogger in autonomia con facilità e relativo appagamento: sì, mi piacerebbe saper fare qualcosa di più e meglio su queste pagine, ma chi si accontenta gode, e io mi accontento. Ora comunque so perchè ci riesco: è facile, tutto sommato facile. Lo stesso vale per Pinterest, che temevo fosse arduo e invece no, e ancor di più con Flickr. E okkei, questi erano gli ambienti virtuali nei quali mi muovevo con dignitosa destrezza.
Poi è arrivato lo shop. E nel giro di un mese o poco più mi è stato chiaro che dovevo fare qualcosina in più. Espormi, propormi, uscire dal bozzolo e cercare di spiccarlo questo benedetto volo. Con leggerezza ed entusiasmo. E quindi ho ceduto. Me l'aveva detto tempo fa un'amica conosciuta su questi lidi :"per il progetto dello shop potrebbe tornarti utile". All'epoca non mi ero ancora fatta coraggio a sufficienza per aprir bottega, figuriamoci il resto. Comunque alla fine ho seguito il suo, e di altri, consiglio e mi sono sbozzalata. 

Quindi da un paio di giorni questo blog, e soprattutto la mia neonata (o dovrei meglio dire tentata...) attività di handmaker, hanno la loro bella paginetta Facebook. Bella...Si fa per dire. Ammetto senza vergogna di non capirci granchè. Si metta agli atti che prima d'ora io su Fb non c'avevo mai messo piede. Davvero. Anche le pagine dei blog che seguo, mica sapevo che pur non avendo un profilo mio potevo entrarci lo stesso e leggerle. Per dire...

venerdì 7 novembre 2014

trenta dì: ottobre

Ottobre ha avuto un sottofondo musicale che ho ascoltato e riascoltato e riascoltato ancora. Ancora e sempre. Questo disco. Ogni momento era buono per ascoltarlo. In particolare questa. Me la sono cantata in giro per casa a squarciagola, stonata e calatissima nella parte. Un privilegio riservato solo a pochi sventurati intimi. Accendete le casse, e felice ascolto.

A ottobre ho raccolto tutto il sole possibile. Mi ci sono caricata le pile e sono andata avanti come un treno. Destinazione preferita: la terrazza. Gli ultimi pastrocchi liberatori, golosi caffè con un po', giusto un po', di gelato al mio privatissimo bistrot da un tavolino per due, cucire panno e lana sotto l'ultimo tepore della stagione, semi di zucca messi ad asciugare prima di essere tostati in un esperimento mal riuscito.

martedì 4 novembre 2014

come ci siamo conciati

Come ci siamo conciati. 
Ovvero come ci siamo fatti dei costumi per Halloween facili facili e veloci veloci con quel che avevamo in casa. 

Per lei la grande: cappello da strega in feltro viola, un nastro lilla scovato nella mia scatola dei nastri raccolti qui e là negli ultimi vent'anni, spilla pipistrella in pannolenci.
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