venerdì 28 marzo 2014

vado a letto, và

Oggi.
Oggi ho portato Zeno nel lettone, alle 7e10 del mattino, permettendomi il lusso di dirgli "fai le nanne che è presto" in virtù del fatto che il vento di marzo, tempo pazzo, ci ha portato un'ondata di raffreddore, muco e tosse tale da tenere Cora a casa.
Alle 7e30 ho pure spento la sveglia, girandomi dall'altra parte e rituffandomi nelle calde coccole del mattino faccia a faccia con il piccolo che russava.
Dieci minuti più tardi, ciondolando nel suo sacconanna, si è unita pure Cora.
Ho accolto pure lei con un "Fai le nanne che è presto", ho spostato la sveglia alle 8, ho chiuso gli occhi e mi sono sentita la donna più fortunata del mondo.
Alle 8 meno tre minuti Zeno ha deciso che non era il caso di poltrire ad oltranza e ha funestato irreparabilmente quegli ultimi tre minuti di delizioso ozio, scendendo dal letto, andando a frugare nel mio comodino (...non tollero, c'ho venti centimetri cubi solo miei in questa casa e sono lì, quindi giù le zampe...) e facendo vacillare pericolosamente la lampada costringendomi ad una fulminea quanto indesiderata messa in piedi per salvare lampada e bambino.
Quindi, a quel punto mi sono alzata e mi sono girate, un po'.
La giornata aveva inizio.
Colazione senza spargimenti di latte (olè), svestizioni, vestizioni, tolette che vissute senza il timer in sottofondo ("presto che è tardi" è il leit motiv dalle ore otto alle ore nove meno un minuto di tutti i santi giorni) sono anche momenti piacevoli, a ben vedere.
Sbatti i tappeti, rifai i letti, dai una passatina in bagno, le solite (pallosissime) cose, ma se fatte con calma tutto sommato sono anche tollerabili.
Ho avuto anche il tempo di accendere il pc, un'occhio alle notizie, un po' di posta, un paio di commenti.
Continuavo a sentirmi una donna fortunata: i bimbi giocavano pacificamente, la casa non versava ancora nel caos, e la calma regnava nel mio animo.
Poi.
Poi ho dovuto caricare la lavatrice, cambiare il pannolino, cercare il numero del nidofamiglia, stendere la lavatrice, tirare fuori carta, pennarelli e forbici per intrattenere i bimbi, i cui giochi e interazioni iniziavano ad essere meno pacifici, sfidare il vento e mettere lo stendino fuori, sedermi un po' a tavolino con i bimbi e tagliare farfalle di carta e alzarmi immediatamente dopo per recuperare lo stendino prima che il vento se lo portasse via come la casa di Dorothy e lo facesse atterrare su Oz.
Poi.
Poi abbiamo finito di cambiare d'abito all'albero in cameretta, ho telefonato al nidofamiglia "signora la richiamiamo dopo le 4", ho iniziato a preparare il pranzo, improvvisando un laboratorio di plastilina e lenticchie per avere sott'occhio i pupi, i cui giochi ed interazioni iniziavano a farsi molesti e caciaroni.
In attesa che la pentola a pressione facesse il suo prezioso lavoro, ci siamo regalati una sessione di sigle anni 80, che un po' di amarcord fa sempre bene.
Ho anche chiesto a google quanto diamine ci volesse per cucinare quelle lenticchie, perchè i dieci minuti di cui la confezione si vantava si erano rivelati assolutamente insufficienti.
E la fame si faceva sentire a suon di pianti e baruffe.
Ho anche compreso che in giornate come queste sedermi al pc, connettermi, dare una sbirciatina qui e là ha lo stesso valore della pausa caffè e sigaretta dei tempi del liceo, ovvero il pretesto per staccare un attimo, quei dieci minuti di stand-by, in cui mi nego ma essenziali al buon proseguimento della giornata. A volte la cosa forse assume dei toni leggermente compulsivi, ma non ho quasi più nessun vizio da cinque anni ormai concedetemi almeno questo. Non costa nemmeno tanto.
Poi ho intimato  chiesto ai bimbi di mettere ordine. Una volta, due volte, tre volte.
Alla quarta volta ho indetto gara "a chi finisce prima!" e la competizione ha dato i suoi frutti.
Alla fine la pentola ce l'ha fatta, allungando del doppio i tempi e ho messo in tavola una buonissima crema di lenticchie con crostini, su cui Zeno s'è tuffato mani e braccia e che invece Cora ha inizialmente snobbato, con aria disgustata. E mi sono girate, un altro po'. Ma poi se l'è spazzolata, vedi che a volte insistere aiuta.
Ho sparecchiato, riassettato la cucina e passato sotto l'idrante Zeno prima di buttarci nel lettone, per il tanto agognato pisolino.
Iniziavo a sentimi stanca, oltre che fortunata.
Leggi una storia, leggi due storie, leggi tre storie...mo' basta però, dormite.
Dormo pure io, i miei soliti dieci minuti.
Poi.
Poi finalmente caffè e gianduiotto. Inizio la bozza di un post che chissà quando vedrà la luce e "driin driiin",il nido famiglia: blablabla, parlo, chiedo, rispondo, le cifre che sento mi fanno trasalire, ma va bene, vediamoci lo stesso, non si sa mai.
Poi arriva Zeno. Poi svegliamo Cora. Vengo fatta ostaggio e costretta a leggere per l'ennesima volta "il feroce salatino", incommensurabile capolavoro della letteratura per l'infanzia, che sta vivendo il suo momento di gloria, surclassando tutti gli altri libri sullo scaffale da settimane ormai.
Inizia il pomeriggio. E non mi è ancora chiaro se sia finito o meno.
Merenda, yogurt e miele con conseguente imbrattamento appiccicoso di tavolo, sedia e bambino.
Costruzione dell'esemplare numero 17 di città e pista per le macchinine su cartone: tempo di preparazione 10 minuti, tempo di gioco 5 minuti.
Alle 18 meno un quarto scrivo a Paolo, chiedendogli di comprare latte e lattuga, sperando, vista l'ora che sia di ritorno. No, è ancora in ufficio.
Impasto il pane, intanto i bambini stanno usando la pista di cartone come arma impropria, svuoto la lavastoviglie, impasto le polpette di riso avanzato ieri.
"Anche noi, ti vogliamo aiutare!"
Impasto le polpette ignorando le nuvole di farina e pangrattato che si alzano attorno a me, allontanando il pensiero del puzzo di uova che emaneranno stasera quei due, perchè no, la doccia stasera non gliela fo', che a questo punto sono ufficialmente stanca, fortunata, ma stanca.
Arriva lui, con latte, lattuga e la busta con l'esito del mio pap-test.
Si ferma tutto. Mi siedo. Con le mani sporche di pangrattato e uova apro la busta. Istanti che sembrano anni.
Normale. Niente da segnalare.
Riprendo fiato, riprende a scorrere il tempo. Mi sento una donna molto, molto fortunata.
Alle 7e30 sto passando l'aspirapolvere in cucina, dopo aver passato sotto l'idrante, di nuovo, i bimbi.
Inforno le polpette, che il fritto non fa bene, e soprattutto non sono capace di friggere e poi mi puzza casa per giorni.
Preparo l'insalata E le zucchine con la menta, che sì, lo so, non sarebbe ancora stagione, ma non ne posso più di mangiare cavoli, mi sento una capra, datemi degli ortaggi primaverili per favore.
Alle otto meno tre minuti impiatto, metto in tavola, dal frigo prendo due lattine di moretti.
Alle otto mi siedo e ne stappo una.
La cena fila via abbastanza liscia, solo manca il grande entusiasmo che i bambini avevano manifestato poco prima nei confronti delle polpette...dove sarà finto? L'abbiamo lavato via con il sapone? Si è già coricato, stanco e provato da tanto cucinare? Mistero. Alla fine mi ingozzo di polpette, per fortuna non erano fritte.
Stasera a Paolo tocca la cucina, a me i pupi.
Alle nove comincia l'ardua impresa della messa a letto. Alle dieci, puntualmente, mi addormento sulla poltrona a dondolo, in cameretta, dopo aver letto pagine sui gesti degli indiani, sulle acconciature nel mondo, sulle usanze a tavola in Giappone e sulla sempre affascinante storia del bruco che diventa farfalla.
Quando riemergo da quello scivolone narcolettico, mi sento tanto, tanto, tanto, tanto stanca.
Talmente stanca da non sentirmi nemmeno fortunata.
Carico una lavatrice per domani. Mi butto in doccia. Mi infilo il pigiama.
Mi siedo qui e scrivo questa dettagliata cronaca.
E invece avrei voluto compilare un modulo di richiesta ferie.
Buona notte.

18 commenti:

  1. Shaula come ti capisco, ricordo che quando comunicai che avrei fatto mamma la h24 perdipiù in terra straniera, tante donne mi guardarono con faccia un pò così, aggiungendo "ma non ti annoi"""???....ecco il tuo post ne è la prova. Andiamo a lavorare ..va....buongiorno qui sveglia alle 5.30....e il pisolino ormai non se ne parla. Mi sei vicina???

    RispondiElimina
    Risposte
    1. il problema è che il mio lavoro non è dei più, come dire, riposanti...quindi in giornate come queste non mi solleva nemmeno il pensiero che se andassi al lavoro potrei finalmente riposare un po'.
      comunque la noia non so più cos'è da tempo ormai. e a volte mi manca un po'...
      anche la mia grande non fa più sempre il pisolino, e se i giorni in cui è a scuola la pago alle sette di sera con crisi di sonno e capricci, quando è a casa faccio il possibile per avere almeno quell'oretta in cui posso bere un caffè in pace, che altrimenti alle sette la cisi la faccio io ;)
      ti sono vicinissima, altrochè!

      Elimina
  2. Lavoratrice a tempo pieno, mi tolgo il cappello per la giornata che ci hai appena raccontato....non sarei sopravvissuta!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. e pensa che è una giornata media, giunta al termine senza cadute, tazze rotte, capricci indemoniati.
      a volte è pure peggio.
      a volte, grazie al cielo, va meglio ;)

      Elimina
  3. Cara, non sai quante risate mi sono fatta leggendo il tuo post... Quante giornate così!, è liberatorio leggerti!. Ti mando un forte forte forte abbraccio di vicinanza, vicinanza, vicinanza!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ci rido sopra anch'io, per carità, che i problemi sono altri.
      però...però a volte avere qualcuno che ti approva 48 ore di totale ed incondizionata libertà da qualsiasi impegno ed incombenza e responsabilità non sarebbe affatto male!
      ricambio l'abbraccio!

      Elimina
    2. Scusatemi se mi intrufolo qui, ma la tua risposta, Shaula, mi stuzzica....

      non dico quello che sto per dire per fare invidia, ma perchè certe cose meritate e liberatorie devono spargersi come una rivoluzione positiva e benefica... ne sono convinta.
      Proprio due giorni fa ho fatto il mio bravo biglietto per parigi, fine aprile, 2 notti furoi con 3 amichette speciali e che mi mancano da morire. E' la terza volta che mi concedo questo in 2 anni di mammitudine. Il chercheur non solo non mi ostacola, ma anzi mi incoraggia perchè sa che tornerò con le pile cariche e una nuova luce negli occhi. IN più il mese che mi divide da questo week end da sogno avrà tutto un altro sapore con questa bella aspettativa.
      (il fatto che per la terza volta faremo coincidere l'arrivo dei suoceri con la mia partenza è un dettaglio di cui in questo momento non vogliamo parlare.....)

      Certo che puoi. 2 giorni. HO anche un'idea... ti scrivo una email!!

      Elimina
    3. oh Squa bella! fai bene a farti promotrice di tali idee.
      la voglia ed il pensiero per una mini fuga torna ad andamenti ciclici, a volte più forte e a volte meno.
      io in effetti non l'ho mai fatto, in quasi quattro anni di mammitudine.
      in difesa di questa lacuna (o come pretesto?) devo ammettere che la doppietta ravvicinata non ha aiutato, anzi.
      piazzare due bimbi, tutto sommato ancora piccoli, in un'unica soluzione, non è sempre facile, o perlomeno non lo è a mio parere.
      poi è vero che semplicemente non ho mai creato le condizioni perché succedesse davvero.


      Elimina
  4. Oh, cara, come ti capisco! Io sto cercando lavoro per iniziare a riposarmi un pò...ma la vedo dura.
    ti abbraccio!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. se io ricominciassi a lavorare in questo momento dovrei assumere almeno una colf...altrimenti sarei solo più stanca.
      o dovrei trovare un lavoro del tutto nuovo e diverso, con il quale riposarmi.
      tornare al nido e tirar fuori le energie per lavorare in una classe di 16 bambini, relazionarsi e confrontarsi con le colleghe, cuccarsi le dinamiche e le difficoltà con coordinatrici, responsabili, genitori non è proprio l'idea di riposo che ho in mente! ;)

      Elimina
  5. Hai tutta la mia solidarietà! E' vero che i problemi sono altri ma fare la mamma h24 in alcuni momenti è massacrante! Ti abbraccio...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. sì, a volte lo è.
      in realtà per me è massacrante la gestione della casa, potessi stare solo con loro, senza pensare al resto, non batterei ciglio.
      e che per fortuna mio marito fa molto pure lui, solo che ha molto meno tempo di me e quindi ovviamente la suddivisione dei compiti non è proprio pari. grazie per l'abbraccio!

      Elimina
  6. Grazie! Per questo post..proprio oggi...Fino a qualche mese fa anch'io facevo la mamma a tempo pieno...Poi la crisi e tanti:"non puoi mica buttare un lavoro di questi tempi". .e così oltre la mammaa adesso anche la maestra(per fortuna part time)..torno a casa alle 13.00...Entrambi i bimbi con i nonni per colpa di quei malanni di stagione che mi hanno fatto decidere di lasciare a casa anche il grande..Trovo i nonni molto provati, il cugino con un labro tumefatto per colpa di uno spintone del mio grande..un pò di capricci vari...della serie perché ci hai lasciati..Poi per fortuna il pisolino...tutti nel lettone(e mi sento fortunata proprio come racconti tu)..un caffè e un giro nei miei blog preferiti....Questa volta anche un commento perché la voglia di raccontarsi e tanta...Fra poco saranno svegli e incominceremo nuove avventure che ci porteranno a sera..Anche se non mi conosci(io un pochino posso dire di conoscerti...) spero gradirai il mio abbraccio! Paola

    RispondiElimina
    Risposte
    1. il tuo abbraccio è più che gradito! e se potessi vi conoscerei tutte, voi che leggete e che ogni tanto venite allo scoperto! mi fa un immenso piacere.
      comunque il part-time, o almeno un monte ore di lavoro ridotto per tutti, anche per i papà, e anche per chi non ha figli, secondo me è la soluzione per una vita un po' più felice e facile!

      Elimina
  7. Lavoro full time, a volte sono in ferie però, e..le mie giornate sono esattamente così, e arrivo alla sera, contenta di aver passato del tempo con loro ma tanto tanto stanca! Giusto domani mi aspetta una giornata sola con i bambini, mentre il papi e' al lavoro, spero di riuscire a godermi la giornata e a rilasciare la mia pazienza a piccole dosi ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ci son giornate semplicemente deliziose, che riesco ad apprezzare da quando apro gli occhi a quando li chiudo, altre in cui arranco e arrivo alla fine stremata.
      però anche lavorare a tempo pieno e riuscire a dedicarsi a sé, ai figli, al marito, agli affetti, alla casa, alle spese...e a tutto il resto, dev'essere una fatica!

      Elimina
  8. Ma quante lavatrici fai??! E' stato questo il mio primo pensiero a fine post, poi ho moltiplicato la mole di vestiti da lavare del nano per due e..ho capito!
    Comunque, capisco, anche se io avrei evitate di impastare il pane e di fare la crema di lenticchie che tanto il nano ed il marito non avrebbero mai mangiato, risolvendo con un hamburger surgelato o una pasta in bianco..e poi aspirapolvere e lavaggio bimbo dopo cena, che sennò mi tocca due volte...per il resto, un abbraccio solidale. Siamo tutte sulla stessa (fortunata ma stancante) barca, ahimè!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. il numero di lavatrici qui ha un andamento a fisarmonica: c'è la settimana in cui la cesta dei panni sporchi è vuota e ne faccio una o due, e la settimana dopo mi trovo sommersa da montagne di roba da lavare.
      da quando c'ho la lavatrice magnum da 8 chili poi succede sempre più spesso così, perché cerco di farla andare a pieno carico.
      questo settimana poi c'era in programma il lavaggio di sciarpe, cappelli, guanti prima di riporli...ti lascio immaginare.
      certo è che in quattro c'è sempre un mucchio di roba, soprattutto dei due piccoli zozzoni!
      il pane mi ha portato via 15 minuti, per carità, non è quello, anzi...mi rilassa anche un po'.
      le lenticchie...maledette loro: dovevano essere la soluzione veloce, un po' di soffritto, butti in pentola, metti acqua, e dieci minuti dopo il fischio cotte e pronte, una passata di minipimer e dovevano essere in tavola.
      invece c'hanno messo il doppio, mannaggia a loro, mannaggia ;)
      però l'ho fatta proprio perché sapevano che l'avrebbero mangiata, non era la prima volta che la facevo e so che la mangiano volentieri, solo ho cambiato tecnica...e l'ho pagata in tempi lunghi.
      aspirapolvere e veloce lavaggio, che la doccia comunque non gliel'ho fatta, non potevo essere proprio rimandati, credimi...l'avrei fatto volentieri! ;)
      quello che mi ha dato la mazzata finale comunque è stato il rientro del marito un'ora e mezza dopo il previsto...fosse tornato alla solita ora, sarebbe stato tutto moooolto più semplice!
      ricambio l'abbraccio, e remo in compagnia!

      Elimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...